8 Maggio 2017

Dalla Spezia a Bussana, Liguria regione-pilota per il Demanio. La mia intervista a Repubblica

I progetti che stiamo portando avanti con l’Agenzia del Demanio e la sinergia creatasi con istituzioni e cittadini fra gli argomenti di questa mia intervista a “Repubblica Genova”.

-di Massimo Minella

La cosa che più gli fa piacere, al di là di ogni singola operazione che riesce a condurre in porto, è quando gli fanno notare di essere riuscito a cambiare il giudizio degli italiani sul Demanio: da ente lontano e paradigma della democrazia che blocca o comunque procede di imperio, ad alleato dei territori nei progetti di rilancio.

Certo, Roberto Reggi non gioca da solo questa partita. “È un lavoro di squadra, tutti insieme – spiega – Però è vero, cerchiamo di affiancare enti e Comuni in piani di valorizzazioni di beni che possono tradursi in ricadute positive per i territori, e quindi per i cittadini.

Dottor Reggi, al Comune di Genova avete ceduto 53 beni. Com’è andato il rapporto?

“Abbiamo trovato un’amministrazione collaborativa sul tema del recupero del patrimonio storico e artistico dei propri beni. I forti sono l’operazione più eclatante, ma anche gli ex Magazzini del Sale e la ex caserma Gavoglio sono significative. Con il Patto per la città, Genova ha avuto 6.4 milioni per la Gavoglio e un milione per i forti, bene per iniziare”.

Passare i beni non basta? Secondo lei è necessario anche un intervento economico?

“Se non c’è l’intervento il semplice passaggio può diventare un costo in più per la manutenzione e la messa in sicurezza. Sono beni abbandonati. Da parte dei Comuni non c’è comunque nessun esborso, a meno che il bene non generi già attivi. Ma questo non è il caso di Genova.”

Allora può diventare un’operazione rischiosa per i Comuni?

“No, se viene ben gestita. Il Comune mantiene la proprietà del bene e la sua valorizzazione scatta dopo tutti gli adempimenti catastali e la regolarizzazione, di cui ci facciamo carico noi. A questo punto si può mettere a bando il suo utilizzo, che garantirà al Comune un canone per la concessione”.

La formula funziona?

“Come dicevo, se si lavora bene prima sì. Con una grande novità rispetto al passato”.

E quale?

“La consultazione pubblica prima del bando. Si raccolgono manifestazioni di interesse che fanno capire come procedere. Si intuiscono le attese del territorio e quanto i soggetti privati sono disposti a investire. Così, cioè personalizzandolo, il rischio di avere il bando deserto è limitato”.

Genova ha buone possibilità di valorizzare i suoi beni?

“Ha bisogno di progetti specifici. Il sistema è complesso. Se penso ai forti, ad esempio, mi viene in mente una catena di perle. Non si può pensare a un intervento uguale per tutti. Bisogna valutare e decidere volta per volta”.

Il Demanio cederà al comune anche la Fascia di Rispetto di Pra’?

“Abbiamo già firmato l’impegno al trasferimento, ma l’operazione non è semplicissima per gli spazi, 180mila metri quadrati, e per il fatto che questo è demanio marittimo, quindi impegna vari soggetti. Ci sono dei tempi tecnici da rispettare per arrivare alla sdemanializzazione, ma ci riusciremo”.

L’immagine del Demanio è davvero cambiata?

“Io dico sempre una cosa ai Comuni: noi siamo al vostro servizio. Un bene pubblico è un patrimonio dello Stato, ma se è abbandonato è anche un problema. Noi mettiamo a disposizione la nostra struttura tecnica, poi le decisioni spettano ai consigli comunali”.

In Liguria i trasferimenti sono frequenti…

“Sì, lavoriamo bene in tutta la regione. Anche alla Spezia ci siamo concentrati sulla cinta muraria, a Savona lavoriamo sull’ex carcere, ma in questo momento un progetto che stiamo seguendo con particolare attenzione è il villaggio di Bussana Vecchia”.

Di che cosa si tratta?

“Sdemanializzeremo il villaggio che diventerà proprietà del Comune di Sanremo. C’è un’elevata presenza di abusivi che andrà regolarizzata e gran parte del borgo, che è abbandonato, dev’essere messo nelle condizioni di sicurezza. Una bella sfida in un luogo particolare, amato dagli artisti, che potrà con il federalismo demaniale trovare nuove risposte”.

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